Genesi e conseguenze della crisi della finanza in corso

Mercoledì 17 dicembre 2008 si è tenuto il secondo incontro nell'ambito del ciclo di seminari organizzato dalla Facoltà di Scienze Statistiche ("1929-2008/9: due crisi a confronto") e moderati dal prof. Renato Guarini (già Rettore della "Sapienza" e preside della Facoltà di Scienze Statistiche).

Il professor Luigi Spaventa è stato chiamato a tenere una conferenza sul tema "Genesi e conseguenze della crisi della finanza in corso".

Il Professore ha analizzato quattro fondamentali criticità alla radice della crisi:

  1.  la stagione di bassi tassi d'interesse, che ha caratterizzato i primi anni del millennio, ha alimentato la bolla immobiliare e l'impennata del leverage (l'indebitamento con fini speculativi);
  2. il modello OTD (originate to distibute) ha comportato la distribuzione e la dispersione del rischio d'insolvenza, intrinseco nei mutui, su tutto il mercato;
  3. l'innovazione finanziaria ha portato alla creazione di strumenti finanziari sempre più complessi e meno comprensibili tanto dagli investitori quanto dai controllori;
  4. il "sonno dei regolatori del mercato", in cui sono da considerare alcuni fattori: la componente ideologica (la convinzione che il mercato si sarebbe magicamente "autoregolato"), le asimmetrie informative, ed il rimanere behind the curve, cioè non reggere il ritmo dell'innovazione finanziaria.

E' stata poi considerata la meccanica della crisi, riassumibile in una serie di insolvenze, un processo incalzante di delevereging e una crisi di liquidità senza precedenti: l'incertezza circa l'allocazione dei rischi ha fatto schizzare a livelli record il tasso interbancario, provocando una difficoltà di finanziamento crescente (il perverso meccanismo ha raggiunto livelli record lo scorso 15 settembre, dopo il vergognoso fallimento di Lehman Brothers, che in Italia mai sarebbe stato permesso, aggiunge Spaventa).

I problemi di liquidità si sono accompagnati ad una flessione del credito, che ha portato ad una riduzione dell'indebitamento: questo processo è alla base dell'attuale recessione, una diminuzione della produzione che era quantomeno fisiologica.

La reazione, lenta, delle autorità è stata quella di fornire liquidità al mercato, concedendo prestiti a bassissimi tassi d'interesse e comprando attività delle banche in difficoltà (gli attivi della Federal Reserve sono aumentati di miliardi di dollari in poco tempo).

Ora che il tasso sui fed funds è allo 0%, tuttavia, le autorità di politica monetaria hanno esaurito le armi, conclude il Professore.

I discussant hanno fatto interessanti interventi in merito alla relazione di Spaventa. Sono intervenuti:

  • Gianni Toniolo (Duke University): "Bisognerebbe interrogarsi se valga la pena di accettare delle periodiche crisi sistemiche, allo scopo di garantire tuttavia una crescita elevata nel lungo periodo"; il mondo post crisi sarà senza dubbio più stabile, più avverso al rischio e con un potere dell'intervento pubblico maggiore;
  • Mario Sarcinelli (Dexia) si è concentrato sul punto dell'innovazione finanziaria. "In altre discipline, come l'innovazione medica o ingegneristica, ogni nuova proposta è sottoposta ad un serio controllo; controllo che è mancato completamente nell'ambito della finanza";
  • Innocenzo Cipolletta (Università di Trento) ha posto l'attenzione sulla relazione causale tra la volontà di evitare una recessione in conseguenza dell'11 settembre, la stagione di bassi tassi d'interesse e, dunque, la radice della crisi stessa.
  • Salvatore Biasco (Sapienza), sulle autorità di vigilanza, afferma: "chi mai avrebbe avuto il coraggio di frenare una così forte crescita? L'idea degli operatori del mercato, d'altra parte, era che finchè la musica suona, bisogna pur ballare" (questo riguardo al fatto che sottrarsi al pur pericoloso processo di levereging dirompente avrebbe significato la perdita di altissimi profitti facili e veloci).

Il prossimo appuntamento è per il 15 gennaio 2009, stesso posto e stessa ora, per ragionare con il prof. De Felice, attuario, sul tema: "E' misurabile il rischio? Intuito, scienza, razionalità, caso nella scelta finanziaria".

Come ha ricordato la Preside della Facoltà in apertura, la prof.ssa Salinetti, l'idea di organizzare incontri di approfondimento sulla crisi in corso è stata anticipata dagli studenti della Facoltà, che a novembre e a dicembre hanno organizzato degli incontri partecipatissimi in cui sono intervenuti alcuni dei maggiori esperti del mondo accademico di rilievo internazionale sui temi della crisi della finanza ("Viaggio al centro della crisi", tenutosi l'11 novembre) e della crisi demografica in Italia ("Questo non è un Paese per giovani", 16 dicembre).

 

 


Pubblicato il 29 Gennaio 2009 - 11:16