La revisione legale dei conti

Come auspicato dall’VIII Direttiva, il D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 (G.U. 23 marzo 2010, n. 68, suppl. ord. n. 58) contribuisce senz’altro, sotto taluni profili, ad un miglioramento e ad una razionalizzazione della disciplina della revisione legale.

L’aspetto positivo prevalente è rappresentato dalla chiara definizione delle modalità professionali secondo le quali deve essere svolta la revisione; è, infatti, sancito l’obbligo di svolgere la revisione secondo i principi di revisione internazionali adottati dalla Commissione europea, a prescindere dalle caratteristiche del soggetto incaricato dell’audit e dal tipo di società sottoposta a revisione.

Vengono superate, in tal modo, alcune incertezze applicative riguardanti l’attività di revisione svolta nei confronti delle piccole e medie aziende, che avrebbe dovuto trovare una specifica normativa autonoma rispetto ai criteri internazionalmente adottati. Il riferimento ai principi di revisione internazionali risolve questi dubbi. Le attività attualmente in corso da parte dell’Ifac (International federation of accountants) di redazione di guide aggiornate per l’applicazione degli standard internazionali alla revisione delle Pmi e per la gestione ed il controllo di qualità nelle piccole e medie società di revisione contribuiranno certamente a risolvere gli eventuali residuali dubbi su tale tematica.

L’attuazione della Direttiva rappresenta una significatività opportunità ed una sfida per i professionisti che già si dedicano e per quelli che si vorranno dedicare a questa attività.

Attività di formazione e di controllo qualità costituiscono gli aspetti principali perché questa attività professionale (in realtà non nuova, ma che trova ora una sua più completa qualificazione e inquadramento) venga posta in essere con successo. Sono questi temi che implicano la soluzione di aspetti prevalentemente organizzativi, che non possono prescindere da una considerazione preliminare: l’attuale rilevanza del numero dei revisori, che nel nostro Paese risultano superiori mediamente di dieci volte rispetto agli addetti in altri Paesi europei con strutture economiche ragionevolmente paragonabili alla nostra. L’auspicio è che il sistema introdotto consenta in tempi ragionevoli un adeguamento di tale numero alle reali esigenze.

L’opportunità per le categorie professionali è rappresentata dalla possibilità di ulteriore sviluppo di un’attività multidisciplinare che comporta la capacità di coordinare diverse specializzazioni, con conseguente stimolo alle aggregazioni professionali. La sfida è rappresentata dalla capacità di impostare sistemi di formazione e di controllo qualità che garantiscano la produzione di servizi professionali di elevata qualità ed attendibilità.

L’impegno per le categorie professionali, e sicuramente per Assirevi, è di mettere a disposizione delle Istituzioni e dei regulators le esperienze maturate da anni e le risorse professionali per una corretta impostazione di sistemi complessi di formazione e di controllo qualità. Già da tempo, peraltro, sulle società di revisione attualmente iscritte all’albo Consob, l’attività di controllo qualità è operativa.

Fonte: Intervento del Presidente Assirevi Mario Boella


Pubblicato il 2 Agosto 2010 - 17:36