Nuovo principio OIC per micro e piccole imprese: cosa cambia e perché conviene prepararsi ora

12-08-2026

Semplificare senza ridurre la qualità dell’informazione contabile.

È questo l’obiettivo della bozza del nuovo principio contabile dedicato alle micro e piccole imprese pubblicata dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) il 7 agosto 2026 e ora sottoposta a consultazione pubblica.

L’iniziativa nasce da un’esigenza concreta:

le micro e piccole imprese rappresentano la parte largamente maggioritaria del tessuto societario italiano, ma si trovano oggi ad applicare regole contabili in parte concepite per realtà organizzative e dimensionali più complesse.

La consultazione pubblica resterà aperta fino al 28 febbraio 2027. La bozza, quindi, non costituisce ancora il testo definitivo del principio e potrà essere modificata anche in modo significativo a seguito dei contributi ricevuti.

Un unico principio per micro e piccole imprese

La principale novità non riguarda soltanto le singole semplificazioni, ma l'approccio complessivo.

L'OIC propone infatti di riunire in un unico principio le regole contabili applicabili alle società che redigono:

L'obiettivo è rendere più semplice la consultazione e l'applicazione delle regole, evitando che le disposizioni specifiche per le imprese di minori dimensioni siano disperse all'interno dei diversi principi contabili nazionali.

La bozza introduce inoltre un elemento importante di flessibilità: l'applicazione del nuovo principio sarebbe facoltativa. L'impresa potrebbe adottarlo integralmente oppure utilizzare soltanto alcune delle semplificazioni previste, applicando per le restanti fattispecie i trattamenti ordinari. Le scelte dovrebbero essere mantenute nel tempo e adeguatamente indicate nella nota integrativa.

Le principali semplificazioni previste

Le novità interessano numerose aree del bilancio. Tra quelle potenzialmente più rilevanti per le imprese:

Immobilizzazioni

Per le immobilizzazioni materiali e immateriali vengono introdotte semplificazioni relative, tra l'altro, all'inizio dell'ammortamento e ai metodi di ammortamento.

Per i beni materiali, ad esempio, sarebbe possibile utilizzare le aliquote fiscali come ragionevole approssimazione della vita utile, applicando il metodo a quote costanti. Per l'avviamento, viene prevista ordinariamente una durata di ammortamento di 10 anni, salvo che sia possibile stimarne attendibilmente una diversa vita utile.

Perdite durevoli di valore

Per le piccole imprese viene mantenuto l'approccio semplificato previsto dall'OIC 9, eliminando dal nuovo principio i riferimenti al modello ordinario di impairment test.

Crediti e debiti

Una delle semplificazioni più significative riguarda il costo ammortizzato e l'attualizzazione, i cui riferimenti vengono eliminati per crediti e debiti.

I debiti, in particolare, sarebbero successivamente valutati al valore nominale senza applicazione del criterio del costo ammortizzato. Anche la rilevazione degli interessi di mora viene resa più semplice, prevedendone la contabilizzazione quando il relativo incasso sia ragionevolmente certo.

Ricavi

Anche la contabilizzazione dei ricavi viene semplificata. Tra le proposte vi è la possibilità di rilevare il ricavo al momento del trasferimento della proprietà, assumendo che normalmente questo coincida con il trasferimento dei rischi e benefici.

Vengono inoltre eliminate alcune complessità relative all'identificazione delle singole unità elementari di contabilizzazione e all'allocazione del prezzo, in continuità con le semplificazioni già previste dall'OIC 34 per le piccole imprese.

Fiscalità differita

Particolarmente rilevante è la possibilità di non rilevare la fiscalità differita quando questa sia ritenuta irrilevante.

La valutazione dovrebbe essere effettuata considerando le variazioni in aumento e in diminuzione risultanti dalla dichiarazione dei redditi. In presenza di variazioni di importo contenuto, la bozza presume l'irrilevanza della fiscalità differita. Se invece la fiscalità corrente non rappresentasse adeguatamente la fiscalità dell'impresa, continuerebbe a essere necessario applicare integralmente l'OIC 25.

Semplificare non significa applicare automaticamente la regola più semplice

È questo, probabilmente, il principale elemento da considerare nella lettura della proposta OIC.

Le semplificazioni sono state costruite sulla base dell'assunto che, per imprese di dimensioni ridotte, determinati trattamenti producano risultati sostanzialmente equivalenti a quelli delle regole ordinarie, con un minore carico amministrativo.

Questo non significa, però, che la scelta debba essere automatica.

La possibilità di utilizzare una semplificazione richiederà infatti di valutare la rilevanza della fattispecie, la struttura dell'impresa e l'effettiva capacità della semplificazione di rappresentare correttamente la situazione aziendale.

Per amministratori, responsabili amministrativi e professionisti, il tema diventa quindi anche organizzativo: comprendere in anticipo quali semplificazioni potrebbero essere applicabili significa poter valutare il rapporto tra onere amministrativo, qualità dell'informazione e utilità per gli stakeholder.

Cosa dovrebbero fare oggi le PMI e le micro-imprese?

La bozza è ancora in consultazione e non è quindi il momento di modificare procedure e criteri contabili in via definitiva.

È però un momento utile per iniziare a fare una gap analysis.

In particolare, le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione potrebbero:

L'OIC prevede inoltre che, in caso di prima applicazione, il nuovo principio venga applicato prospetticamente: non sarebbero quindi rideterminati i valori dell'esercizio precedente né riesposti i dati comparativi.

Un'opportunità di semplificazione, ma anche di maggiore consapevolezza

La proposta dell'OIC va nella direzione di una contabilità maggiormente proporzionata alla dimensione e alla complessità delle imprese.

Il punto non è, tuttavia, “fare meno contabilità”, ma rendere le regole più coerenti con la realtà delle imprese alle quali si applicano, preservando la qualità dell'informazione finanziaria.

Per le micro e piccole imprese, il nuovo principio potrebbe tradursi in una riduzione degli oneri amministrativi e in una maggiore facilità di applicazione delle regole contabili. Per amministratori e professionisti, rappresenta invece l'occasione per rivedere processi e criteri adottati, valutando dove la semplificazione possa realmente generare efficienza senza compromettere la qualità del bilancio.

La consultazione resterà aperta fino al 28 febbraio 2027. Sarà quindi importante seguire l'evoluzione della proposta e prepararsi per tempo alle eventuali modifiche che emergeranno dal confronto con gli stakeholder.

 

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